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Interni e Residenze FORNACE DEL BERSAGLIO
tipologia B  <  >
Interni e Residenze FORNACE DEL BERSAGLIO

(dal Catalogo della 12. Biennale di Architettura di Venezia, Padiglione Italia AILATI. Riflessi dal futuro, a cura di Luca Molinari)

Due argomenti di ricerca si intrecciano in questa realizzazione: il recupero di un’area industriale dismessa e una proposta di abitare collettivo in campagna.
L’area si trova sulle prime colline dell’Appennino, vicino a Faenza, nel sito di una Fornace di laterizi di inizio novecento dismessa nel dopoguerra. La Fornace era costituita da due forni hoffmann, vari edifici per la preparazione dell’argilla, un’area esterna, perfettamente piana, utilizzata per essiccare i mattoncini trasportati su binari e con una torre piezometrica che conteneva un serbatoio d’acqua. Il sito della Fornace è scavato direttamente in una cava d’argilla, questo spiega la particolare posizione dell’area industriale. L’intera area ora è vincolata dalla sovrintendenza e l’intervento prevede il recupero della Fornace e delle sue pertinenze, prima attraverso la costruzione delle residenze e in seguito il restauro dei manufatti della Fornace ad uso museale.
L’area, della costruzione delle 34 residenze, è stata individuata da sovrintendenza e ufficio tecnico comunale e si trova lontano dai manufatti dei forni hoffmann, in modo da valorizzare gli edifici oggetto di restauro.
Il progetto urbano intreccia pubblico e privato determinando in questo modo sinergie reciproche. Gli edifici della vecchia Fornace sono dedicati prevalentemente a funzioni pubbliche: espositive, laboratori e spazi per giovani artisti, a cui vanno aggiunte altre piccole residenze. Intorno troviamo gli spazi pubblici principali, il verde, una piazzetta in cotto, vari percorsi ciclopedonali e parcheggi inerbiti. Tutti i dettagli sono minimi a favore dello spirito campestre. A distanza, l’area residenziale vera e propria si configura come un giardino alberato molto silenzioso e discreto nei confronti della Fornace. Per questo motivo le case sono basse e creano un tessuto omogeneo senza eccezioni. Tutte le case sono dominate dall’unico manufatto preesistente: la torre piezometrica. Le residenze si presentano come un giardino abitato sotto un unico tipo di albero: un acero campestre con la chioma che assume una colorazione gialla per tutta la durata dell’autunno. Inoltre tutta l’area, Fornace e residenze, è circondata da un perimetro di grandissime acacie che creano l’effetto di una grande stanza a cielo aperto in mezzo al paesaggio agrario.
Il secondo argomento di ricerca è il modo di abitare questo luogo specifico, un’isola industriale nel paesaggio agricolo. Il committente, una cooperativa d’abitazione, aveva interesse per piccole residenze a costo contenuto. Non ci sono tipologie consolidate di residenze collettive in campagna. La nostra proposta somiglia ad un condominio orizzontale di piccoli appartamenti con giardino. Le 34 case sono a patio, distribuite su un unico livello, ciascuna con due patii, uno comprende il pergolato per le auto, mentre l’altro è un giardino. Le abitazioni sono di piccole dimensioni, variano dal bilocale all’appartamento con tre camere da letto, con configurazioni sempre diverse ma raggruppabili in 5 tipi. Lasciando il mattone a vista per la fornace, i materiali sono semplici e naturali, muratura portante intonacata a calce impastata con inerti grossolani, solai in legno, intonachino, tetto giardino, marciapiedi in doghe di legno e altre piccole costruzioni sempre in legno. Allo stesso modo sono semplici anche le tecniche e le forme. Nessuna forzatura. Ciascuna residenza ha due posti auto, un portico, due patii ed un piccolo annesso per gli attrezzi. Tutte le aperture private, porte e finestre, sono ricavate su pareti di intonachino colorato di tonalità diverse di verde-grigio e affacciano sulle piccole corti. 
L’aggregazione della case a patio configura una struttura urbana compatta, dove i percorsi carrabili e pedonali sono vuoti fra i recinti murari di diversa dimensione, oppure sono rivolti verso l’esterno come punto di contatto e di mediazione fra la campagna ed il costruito. L’intenzione è di proporre un modo di abitare in campagna in un unico piano orizzontale, dove ciascuno ha diversi rapporti con il paesaggio naturale esterno: molto privato nei patii, in comune nelle aree verdi dello spazio pubblico che attraversa tutta l’area e infine libero nella percezione del paesaggio agrario circostante. Le altezze di tutti gli elementi sottolineano questi contenuti. Il giardino di aceri è il livello più alto, seguono i portici in legno, poi più sotto i volumi delle case fino ai muri delle stesse che hanno diverse altezze a seconda della privacy che devono assicurare.
I due interni presentati seguono la semplicità e l’artigianalità dell’insieme. L’omogeneità diffusa valorizza la luce naturale contrapposta nelle zone giorno e ne sottolinea il fondamentale rapporto con l’esterno. Materiali espliciti costruiscono l’arredo su misura, apparentemente senza disegno, ma in realtà molto calibrati sia nei dettagli, sia nei colori. Pareti in intonachino di colori neutri, pavimenti in legno industriale, soffitti in legno mordenzato bianco, mobili in multistrato cerato, pietre, resine e tesserine vetrose colorate nei bagni. Le luci artificiali sono sempre molto sobrie. Tutto eseguito con bravissimi artigiani locali. Di nuovo nessuna forzatura.
Il risultato è un modo collettivo di abitare in campagna dove ogni casa ha una propria privacy anche nel proprio spazio all’aperto, contemporaneamente il rapporto con il paesaggio rurale circostante è anche prerogativa dell’insieme delle residenze che si propongono nel paesaggio come un’isola costruita immersa nel verde.

Lelli & Associati architettura/Cristofani & Lelli architetti
Interni e Residenze “Fornace del Bersaglio”
Anno: 2005-2008 (realizzazione generale); 2009-2010 (dettagli e interni residenze)
Luogo: Faenza (RA)
Committente: Bramante srl, Davide Lelli, Marco Gurioli.
Progettisti: Davide Cristofani, Gabriele Lelli, Roberta Bandini, Andrea Luccaroni, Valentina Mazzotti – Cristofani & Lelli Architetti (generale), con Ennio Nonni-U.T.Faenza ed Emilio Roberto Agostinelli-Soprindendenza Ravenna (progetto pilota); Gabriele Lelli, Roberta Bandini, Andrea Luccaroni – Lelli & Associati architettura (dettagli e interni)
 
Collaboratori: Pierluigi Cappelli, Paolo Zambrini, Nadia Angeli, Matteo Brucoli, Elisa Grossi, Andrea Casali, Giovanna Campesato, Federica Drei, Antonio Bandini, Gianluca Macchini, Ingrid Matzer, Giovanni Malaguti, Valentina Radi, Valentina Cicognani, Elena Querzola, Marcello Cova, Marica Maroncelli, Matia Bassi, Angelo Matteoni, Federico Orsini ed Elisa Cicognani.
Consulenti: Giorgio Lega, Studio Protecno ( strutture); Andrea Montuschi, Piero Ponti, Pietro Collina, Studio Energia ( impianti)
Impresa: Edilcarpentieri srl, Rimini, Bruno Morandi.